La Casa della gioventù a Trastevere è stata progettata da Luigi Moretti nel 1933 quando aveva soltanto 26 anni.
La struttura si inserisce in quella serie di nuove forme edilizie, prevalentemente destinate alla collettività.
Originariamente la struttura fu concepita come un nucleo polifunzionale: un centro assistenziale-sanitario con ingresso su Via Ascianghi, uno spazio ricreativo-sportivo con accesso da Via Induno e una sede organizzativa con ingresso dalla piazza.
Il progetto fu esposto in occasione della Mostra sull'Architettura Italiana della V Triennale di Milano del 1933.
L'edificio ex Gil di Luigi Moretti a Trastevere è dunque considerato una delle più importanti opere architettoniche moderne della capitale, in quanto manifesto esplicito del razionalismo a Roma e perciò monumento significativo di confine tra l'architettura tradizionale e l'innovazione moderna.
Per questo motivo l'edificio è stato riconosciuto come patrimonio storico e vincolato ai sensi della Legge 1089 del 1939.
Fino a qualche anno fa l'edificio era in cattivo stato di conservazione, varie modificazioni esterne ed interne ne avevano alterato la fisionomia originaria, e tuttavia il carattere sommario di queste trasformazioni ha consentito una reversibilità delle alterazioni e in questo modo un recupero filologico del manufatto.
L'intervento sulla ex Gil di Trastevere può definirsi un recupero integrale in quanto ha comportato il restauro dell'edificio, delle opere decorative in esso contenute e infine l'acquisizione del prezioso materiale progettuale dell'epoca in possesso dell'Archivio Centrale dello Stato.
L'intervento di recupero è avvenuto ad opera dell'Assessorato al Demanio e al Patrimonio e dell'Assessorato alla Cultura della Regione Lazio.