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Fallingwater - la Casa sulla Cascata Pennsylvania - USA progettista: Frank Lloyd Wright anno costruzione: 1936 - 1939
1. fallingwater - veduta esterna 
2. fallingwater - trave interna 
3. fallingwater veduta esterna e scala sospesa 
4. fallingwater - interno - camino 
5. fallingwater - interno - soggiorno 
CURIOSITA':
Nel 1991 l’American Institute of Architects ha dichiarato Fallingwater come "la migliore opera architettonica americana di tutti i tempi" .
La famiglia Kaufmann usa l’abitazione come casa di vacanza sino agli anni cinquanta, donandola nel 1963 al Western Pennsylvania Conservancy, che la fa diventare una casa museo aperta al pubblico con migliaia di visitatori ogni anno.
una tesi sembra scagionare Wright dalle responsabilità strutturali:
Infatti, leggendo un passo da Architettura cronache e storia, n.82 del 1962, di Edgar Kaufmann Jr. "...questo impresario era un incompetente di pochissima fiducia, ma parlava bene; tutti i fastidi, o quasi, che in seguito avemmo per l’edificio, vanno addebitati a lui ed alla mal riposta fiducia che aveva ispirato nell’architetto e nel cliente. Cominciò a costruire tutte le casseforme al livello stesso previsto per il cemento, senza lasciar nulla per l’assestamento di esso che si sarebbe verificato dopo la rimozione delle stesse. Ne sono risultate in tutta la casa linee inclinate che avrebbero potuto esser dritte…, …una pessima disposizione dei tondini, cattive miscele del cemento stesso…, …l’errore più grave di questo pessimo impresario, però, fu quello di lasciare senza alcuna protezione per le intemperie il materiale isolante, e di metterlo poi in opera ancor umido sui solai cementizzi di pavimento e tetto, lasciando così grandi tasche piene d’umidità e inaccessibili, che determineranno molte delle così dette crepe…, …venne il momento di rimuovere le casseforme. L’impresario era terrorizzato oltre ogni dire ( forse per la cattiva coscienza), e rifiutò di rimuovere l’ultimo palo che sosteneva il gran sbalzo della terrazza. Disgustato, Wright si mise accanto all’operaio che tolse il palo, la casa resistette. Naturalmente, nei mesi seguenti, ebbe luogo un assestamento notevole degli aggetti…". |
La casa sulla cascata di Frank Lloyd Wright rappresenta uno dei maggiori e più celebri capolavori dell'architettura moderna.
Il progetto è concepito nel 1935 e la costruzione realizzata tra il 1936 ed il 1939.
Il committente è Edgar J. Kaufmann, ricco commerciante di Pittsburgh che, insieme alla sua signora, sono affascinati da una piccola cascata su un ruscello tra i boschi della Pennsylvania chiamato Bear Run.
In questo progetto Wright riesce ad esprimere al meglio la filosofia dell'architettura organica, della quale ne è considerato, a ragione il padre. La struttura richiama le stratificazioni proprie delle rocce del luogo attraverso la realizzazione di una serie di piani a terrazza a sbalzo, che aggettano sopra la cascata con uno spettacolare effetto scenico. La casa non viene concepita come poggiata sulla roccia, ma come se la stessa fuoriesca dalla pietra, generata dalla roccia.
La progettazione dell'edificio avviene alla maniera De Stijl, utilizzando le lastre verticali come setti murari e le lastre orizzontali per le diverse terrazze a sbalzo.
La villa non modifica mai la natura nella quale si insedia, il percorso del ruscello rimane intatto, così come il tronco di un albero che anzichè essere tagliato viene aggirato da una trave.
Durante le fasi di progettazione, nei pressi della cascata viene aperta una cava, e Wright utilizzerà quelle pietre - arenaria di Pottsville - per fare tutta la parte in muratura dando così un colore e un materiale che è quello del luogo. Con il calcestruzzo armato, invcece, realizzerà i grandi sbalzi delle terrazze che vanno a riprendere la naturale stratificazione delle rocce.
Grandi vetrate e verande a sbalzo si affacciano sulla cascata. In soggiorno una scaletta sospesa scende sul ruscello aerando la stanza e inondandola dei profumi e dei suoni della natura circostante. La pianta è libera ma allo stesso tempo denota un accurato studio dei flussi interni.
Nel procedere dall’interno verso l’esterno si parte dal camino: tipico dell’architettura di Wright. Il camino, poggiato su un macigno, rappresenta il fulcro dell’intera composizione: posto al centro del soggiorno, fiancheggiato da due terrazze che si aprono con delle grandi vetrate verso sud.
Al piano terra, l’ingresso è a est, per permettere una buona illuminazione e una buona quantità di calore già alle prime ore del mattino.
Il soggiorno, al di sotto del quale scorre il ruscello, come detto, è aperto a sud con delle grandi verande, utile all’illuminazione dell'ambiente che viene riscaldato dalla luce del sole durante tutto l’arco della giornata.
A nord, la zona più fredda, non troviamo delle grandi aperture ma grossi setti murari proprio per proteggere dal freddo, e gli ambienti saranno quelli di servizio poco utilizzati come scale, cucina e bagno.
La zona giorno occupa il lato nord dell'edificio; dal soggiorno con una scala si scende al basamento dell'edificio, dove dall'acqua della cascata emergono sagomati sostegni di cemento ed altri elementi portanti, formati da blocchi di pietra locale.
Al secondo piano, invece, ci sono tre camere da letto con relativi bagni. Ogni camera si apre su una terrazza, disposte rispettivamente ad ovest, est e sud; quest’ultima incrocia quella del soggiorno sottostante e ne costituisce anche il tetto.
I tre piani della casa arretrano gradualmente dal corpo roccioso centrale, il succedersi dei piani equivale ad un continuo incrociarsi di un volume sull'altro.
La logica compositiva si basa sul saldo rapporto con l'ambiente circostante: la dissimmetricità dei corpi e lo slittamento dei volumi riflettono e al contempo esaltano l'organico "disordine" proprio della natura del luogo.
La cura del dettaglio è minuziosa, tutto sembra essere progettato apposta per questa casa, dalle porta a vetro agli utensili per il camino ai mobili che fanno parte della struttura.
Le sedie della sala da pranzo, acquistate dalla signora Kaufmann in Italia, hanno solo tre gambe, ed è per questo che riescono a stare in equilibrio sul pavimento irregolare.
Tutto ciò fa si che la casa risulta essere fatta a misura d’uomo e anche per questo sarà considerata come la massima espressione dell’architettura organica.
Per quanto riguarda l'aspetto statico la casa ha avuto, sin dall'inizio, diversi problemi. Si dice che, a struttura ultimata Wright, per convincere l'impresario costruttore a smontare i casseri, dovette posizionarsi proprio sotto la terrazza più grande mentre gli operai toglievano i casseri e i puntelli. Al momento ebbe ragione il grande maestro e non accadde niente, ma di lì a poco i primi cedimenti cominciarono a manifestarsi, e la struttura si fessurò con inevitabili infiltrazioni d'acqua all'interno dell'edificio.
Gli ulteriori rinforzi in acciaio nella struttura, richiesti dagli ingegneri dell’impresario, erano ben motivati, ma trovarono l’opposizione di Wright, alimentata anche dal fatto che la tecnica del cemento armato non era all’epoca ancora ben conosciuta. Mancava, infatti, alle terrazze una leggera contropendenza, com´è in uso nel costruire corrente di oggi, che servisse a compensare la loro deformazione al disarmo; e non si erano accertati ancora gli effetti del fluage: una modificazione nel tempo del calcestruzzo che, benché abbia un aspetto massiccio, genera deformazioni di tipo viscoso che vanno incrementandosi nel corso degli anni. Tutti questi motivi hanno originato un abbassamento di uno degli angoli delle terrazze di addirittura 18 centimetri!
Nel 1996 Western Pennsylvania Conservancy, oggi proprietaria dell’immobile, ha iniziato un intenso programma di restauro di Fallingwater, affidato allo studio Robert Silman Associates di Washington.
Dopo un’approfondita analisi, è stato inserito dell'acciaio nelle parti stutturali principali, con la tecnica del post-tensionamento del calcestruzzo; e questo settanta anni dopo la sua maturazione.
Oggi i pericoli di crolli sono stati definitivamente scongiurati, e per ciò che concerne il dislivello della terrazza sopraccennato l’ingegnere John Matteche, che ha seguito i lavori di consolidamento, ha dichiarato: “abbiamo preferito non modificare la geometria attuale e conservare i segni della storia strutturale dell'edificio, come nel caso della Torre di Pisa”.
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