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La stesura del Piano carceri affidata a Franco Ionta, capo del Dipartimento di amministrazione penitenziaria, prevede la creazione di quarantotto nuovi padiglioni in carceri già esistenti, la ristrutturazione di due istituti penitenziari e la costruzione di altre ventiquattro strutture di reclusione per un totale di un miliardo e trecento euro. Il governo pensa all'edilizia privata per velocizzare le pratiche di costruzione dei penitenziari.
Tra i tanti progetti già presentati ha destato molto scalpore quello del carcere galleggiante per quattrocento detenuti da realizzarsi a Genova.
La grande chiatta galleggiante verrebbe ad essere una “struttura leggera”, in cui rinchiudere i detenuti condannati a una pena di pochi giorni o in attesa di trasferimento verso altri penitenziari. Una struttura di passaggio, quindi, che andrebbe a rallentare o comunque ad intralciare il già complesso e poco flessibile sistema carcerario italiano.
La costruzione del carcere galleggiante, se la proposta venisse accettata, spetterebbe alla Fincantieri, principale azienda italiana attiva nella cantieristica.
La contrazione economica ha però rallentato la produzione dell'azienda che con questa nuova commessa conoscerebbe una notevole ripresa dell'attività.
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