Paolo Soleri Architetto I architect
ARCHITETTURA - Sezione Biografie architetti
Paolo Soleri
Torino-Italia-mille919
Si laurea al Politecnico di Torino nel 1946 e si trasferisce subito dopo negli Stati Uniti dove lavora per due anni nello studio di Wright a Taliesin West. Questo periodo è fondamentale per la sua formazione e per le sostanziali divergenze con le concezioni urbanistiche del maestro lascia lo studio comunità dell'Arizona. Nel 1950 torna in Italia e progetta la fabbrica di ceramiche Solimene a Vietri sul Mare, in cui oltre agli influssi wrightiani si possono leggere componenti formali derivate da Gaudí. L'opera non è accompagnata dal successo professionale ma gli vale ad acquisire la tecnica della ceramica che con la sua valenza artigianale diviene un'altra delle fondamentali componenti del suo modo espressivo oltre che un pratico mezzo di sostentamento nel soggiorno italiano. Ritornato negli Stati Uniti nel 1955, si stabilisce in Arizona, a Paradise Valley.
Nel 1961 fonda Cosanti, una scuola cantiere dove con gli studenti dell'università dell'Arizona tenta una sperimentale vita comunitaria Arcosanti(1970), un prototipo di città per 5.000 persone. La costruzione con le proprie mani di un ambiente a misura ecologica viene autofinanziata producendo oggetti artigianali in ceramica.
L'ideologia urbanistica di Soleri, affidata all'insegnamento, ai numerosissimi grafici e a pubblicazioni, si fonda sulla riflessione secondo cui quanto più un sistema è complesso, tanto più è miniaturizzato. Da qui la proposta dell'implosione, cioè dell'accorpamento di tutte le varie dimensioni disgregate ed esplose nell'attuale condizione urbana. Egli ha sviluppato il concetto in numerose elaborazioni, dalla più celebre Mesa City del 1959 (nella cui biomorfica planimetria, con le alte torri residenziali per 2 milioni di abitanti ed i 30 villaggi rurali, si avverte l'originale fusione del «grattacielo alto un miglio» e della composizione territoriale di Broadacre City di Wright) fino a più recenti proposte di insediamenti urbani (Novanoah, Asteromo, Arcollective). In questi progetti l'altissima concentrazione urbana delle megastrutture viene bilanciata dalle vaste aree destinate all'agricoltura e al godimento della natura, dalla riduzione al minimo degli sprechi di tempo, di spazio, di trasporti e di inquinamento, il tutto a vantaggio di un più organico, umano ed ecologico sfruttamento dell'ambiente.
Partendo dalla condizione dell'uomo, in Paolo Soleri trentacinquenne, per il quale abitare il deserto arizoniano e lo sperimentare in esso è già scelta di vita, la riflessione sull'architettura inizia a sterzare sui temi della città e dell'ambiente. Ciò in una sorta di filo rosso che attraversa la storia della cultura e connette Soleri al pensiero degli antichi greci, al primo grande illuminismo, sino allo stesso organico di Wright e ad alcuni tra i maggiori scienziati viventi.
Se nel talento di Soleri fondato sull'idea di una conoscenza al servizio dei diritti e del progresso dell'umanità, non può disconoscersi una matrice illuminista, è pur vero che diversamente dagli illuministi la sua, sia pure da laico, non è visione laica poiché dà alla religione, riportata al suo significato etimologico di re-ligare, mettere insieme, un ruolo fortissimo pur negando tutte le religioni istituzionalizzate. Ed ecco perché, anche se via via la problematica dell'ambiente, l'acquisizione della coscienza ecologica ha portato alla ribalta temi sui quali già molto prima Soleri ha riflettuto, a tutti manca però quel “quid” particolare che fa di lui un “unicum”. Per chi ha letto e studiato i suoi libri è evidente la sua spiritualità, propria dell'uomo consapevole, che entra ed esce continuamente dai suoi pensieri portandoci in una sfera così elevata da porre in discussione anche quelle realizzazioni architettoniche in cui convergono i consensi della critica più esigente.
Il materialismo è per lui causa della distruzione della città. Per cinquant'anni Soleri questo materialismo lo ha visto nascere, crescere, freneticamente impadronirsi di uomini e cose. Eppure non ha mai cessato di credere che l'uomo, anche se intrappolato da una cultura orientata verso la morte di cui è egli stesso progettista a realizzatore, possa, debba, affrancarsi da questo mostro dai plurimi tentacoli, riacquisendo la coscienza della sacralità della vita di cui è pregna anche la sua più infinitesima particella, in ogni angolo della terra; coltivare gli spazi vuoti dell'anima ponendo l'energia creativa a servizio della costruzione di una nuova città che sia essa stessa nuova civiltà. Una fede non diversa da quella di Lewis Mumford quando nel 1961, dopo avere ripetutamente donato al mondo splendide riflessioni sull'uomo e il suo habitat sin dal 1938 (The culture of cities), apriva “The city in history” certo di poter dimostrare che la città, divenuta simbolicamente da “un mondo” “il mondo”, potesse in futuro germinare ad un livello più alto, liberandosi dalle sue interne malattie e nuovamente sana esprimere l'enorme ricchezza di potenzialità non ancora concretate. Mentre dalla scena dell'architettura vengono a mancare i padri del movimento moderno, inizia un processo di allontanamento-revisione, nell'arco temporale compreso tra il 1954 a il 1969 Soleri avvia l'elaborazione di una ricerca che si rivelerà assolutamente rivoluzionaria. Nel possedere la modestia, la disciplina, il dovere della frugalità ed un ideale organico che si innesta su un DNA da scienziato, pensiero e linguaggio vanno oltre l'architettura.
Si apre sempre in qualche modo a sole a cielo, ad una nuova città contro la tragedia delle periferie e il problema di una terra insufficiente a soddisfare la crescita demografica, incapace di sostenere un consumismo devastante, la sua arcologia tridimensionale implode l'effetto urbano in una realtà autocontenuta. Ecosistema organico in quanto creato dall'uomo intelligente, il suo habitat è alla ricerca di un nuovo equilibrio con la natura di cui ha compreso e assimilato struttura, connessioni, rete di relazioni. Molte affinità con Wright, più di quante lui stesso ne riconosca, ma diversa la sua concezione di città che per essere tale deve generare "l'effetto urbano". Nella pienezza dell'azione e trasfigurazione, esso manifesta e rende attive tutte quelle forze che caratterizzano la vita e l'amore: cooperazione, altruismo, bellezza, sinergia, passione.
L'effetto urbano è genesi del divino, con alla base l'uomo, straordinario esempio di arcologia, assemblaggio di trilioni di entità in una realtà altamente complessa, miniaturizzata e quanto mai cooperativa. La città di Soleri è macchina di spiritualizzazione. Soleri fa suo un assunto fondamentale di Wright che postula la coincidenza tra architettura ed urbanistica, ma va oltre. Sin dagli anni sessanta riporta entrambe all'ecologia, rivendicando non l'uomo nella natura dei materiali ma il cosmo nella natura dell'uomo: «La nostra tecnologia se non la nostra coscienza non ci consentirà ancora per molto approcci parziali ai nostri problemi ... L'architettura è urbanistica, come è ecologia della natura, trasfigurata in ecologia dell'uomo. L'architettura non può restare un fenomeno atomistico. Deve sorpassare i bisogni dell'uomo e donargli più che il semplice gusto delle cose future. II cosmo nella natura dell'uomo, questo è lo scopo, ben più che l'intervento umano nella natura dei materiali. L'evoluzione è questa rivoluzione che giustifica i suoi balzi ponendo la società su un piano veramente elevato dove è assente la frustrazione che affaticando lo spirito dell'uomo dallo stesso elimina le idee come delle utopie». Sottolinea i rischi della tecnologia che se posta al livello del materialismo sarà il più grande ostacolo all'umanizzazione dell'uomo. Insiste sulla natura anti-materialistica dell'architettura in quanto ecologia.
Nel 1960 con il progetto di Mesa City scandaglia l'angoscia relativa agli aspetti ecologici in atto sul pianeta. Nel 1970, con Arcosanti, la concretizzazione fisica di un laboratorio urbano per una nuova città contro l'etica edonistica, dove la felicità è il consumo che umilia e degrada la persona. Arcosanti crede nelle potenzialità inespresse dell'individuo. Non escludendo il fallimento, in ambito di sperimentazione scientifica, vuole essere un modello operativo che potrebbe influire sulla trasformazione degli attuali caratteri ambientali, sociali, culturali.
Nel 1985, caduta la tensione a favore del progresso tecnologico, nel pieno del post-modern, il suo “spazio per la pace” è sterzata futuribile contro la tecnocrazia del mondo.
Si radica nella lunga sperimentazione del ventennio ‘60-'70. Dalle arcologie della prima generazione a quelle della seconda fondate sui “due soli” (cosmico e dell'effetto urbano che si genera dalle relazioni sinergiche tra gli uomini), quindi della terza con habitat modulari costruiti da componenti strutturali di base assemblabili per formare insediamenti su asteroidi o liberamente fluttuanti. Di questa sfida, le positività: spazio come luogo alternativo dell'ecosistema terrestre ormai a rischio; tuffo nella frugalità, strumento e mezzo di vera comprensione della prodigiosa realtà della terra che è nella grandezza del suo cielo, acqua, clima, flora, fauna e mente. Nel 2000 Paolo Soleri riceve il leone d'oro alla Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia per la sua vita dedicata all'architettura. Nel 2006 riceve il Cooper Hewitt Award presso lo Smithsonian Museum di New York, premiato da Milton Glaser, per aver contribuito profondamente e per un lungo periodo allo stile di progettazione contemporanea.
ARCOSANTI:
Arcosanti è un laboratorio urbano in cui da più di trent'anni studenti e ricercatori di tutto il mondo sperimentano insieme un prototipo di città progettato in base ai principi della Arcologia, disciplina eleborata negli anni 50 dall’architetto Paolo Soleri, che fonde architettura ed ecologia. Arcosanti si trova in mezzo al deserto dell’Arizona lungo l’autostrada che collega Phoenix al Grand Canyon e offre Workshop di cinque settimane. Ogni anno centinaia di volontari da ogni parte del mondo partecipano al progetto per dare il proprio contributo alla costruzione della città e per sperimentare cosa significhi vivere in una città arcologica. La popolazione di Arcosanti aumenta costantemente di anno in anno, ma è difficile tenere il conto perché le persone partono e arrivano ogni giorno. Dei cinquemila volontari che hanno lavorato alla costruzione della città, molti si sono fermati ad Arcosanti, ed una sessantina sono ormai definitivamente residenti. Arcosanti è interamente aperta al pubblico e circa 50.000 persone all’anno la visitano. I turisti arrivano per fare un tour guidato tra le costruzioni, altri per acquistare i Wind Bells, altri per assistere ai concerti ospitati nell'anfiteatro, altri ancora giusto per comprare il pane o i prodotti biologici.
Paolo Soleri abita a Cosanti, il luogo nel centro di Phoenix in cui iniziò a costruire negli anni cinquanta le prime strutture a forma di abside, ma ogni settimana va ad Arcosanti per controllare i lavori, incontrare residenti e turisti e godersi la natura che la circonda.
La chiave della filosofia di Soleri è “frugalità”, che ad Arcosanti si concretizza nell’imperativo “fare di più con meno”, meno risorse energetiche, meno inquinamento, meno spreco di spazio e di materiali. Un pensiero che abbraccia non solo l’architettura. Per questo il progetto attrae tantissime persone fra architetti e non. Alcuni arrivano ad Arcosanti per svolgere un periodo di apprendistato di progettazione e costruzioni, altri per lavorare nelle serre ad agricoltura biologica, altri per imparare il funzionamento dei pannelli solari, altri ancora semplicemente per dare il proprio contributo ad un progetto che offre una alternativa concreta alla città contemporanea. A più di trent’anni dall’inizio, la zona costruita è di appena il 5% rispetto al progetto originario, il quale prevede un insediamento finale di cinquemila persone. Gli edifici come agli inizi degli anni settanta sono costruiti principalmente da studenti senza una grossa esperienza alle spalle e i materiali usati sono spesso quelli trovati nel terreno circostante ad Arcosanti. Il progetto si autofinanzia quasi esclusivamente attraverso la produzione e la vendita dei Soleri Wind Bells, campane di ceramica e di bronzo dal suono gentile dotate di una sottile vela di metallo che permette loro di suonare con la sola forza del vento. Alcune edizioni speciali (Cause Bells) sono collegate a vari progetti di particolare valore sociale o ambientale: scegliendo il modello si sceglie anche quale organizzazione riceverà parte del ricavato della vendita. Le campane di Soleri godono negli Stati Uniti di una certa fama. Agli arizoniani, in particolare, piace appenderle all’esterno delle loro case vicino alla porta di ingresso. Parte dell’elettricità usata proviene da un generatore ad energia eolica e da pannelli solari. L'obiettivo è diventare completamente indipendenti dalla rete elettrica dell’Arizona. Per il momento si continua a sviluppare ambienti a basso consumo energetico. L’esperimento più riuscito finora è senz’altro quello dell’abside, forma capace di mitigare gli effetti del forte irraggiamento estivo e di sfruttare i benefici del basso sole invernale.
Il termine Arcologia è il risultato della fusione del termine ARChitettura ed ecOLOGIA. Cosanti è il nome del luogo, a Phoenix in cui vive Paolo Soleri e il nome della Fondazione nonprofit, di cui egli è Presidente, che gestisce Cosanti e Arcosanti. Il nome Cosanti, coniato da Paolo Soleri negli anni cinquanta è risultato della fusione di Cosa + Anti. Secondo Paolo Soleri la ricchezza consiste non nell’avere di più ma nell’aver bisogno di meno. Da qui l’idea di un progetto Anti-Cosa, contro il materialismo tipico dell' iperconsumismo.
A disposizione dei turisti che vogliono trascorrere qualche giorno ad Arcosanti c'è un mini motel. Per soggiorni di sei giorni, si consiglia di iscriversi alla Seminar Week, la settimana introduttiva con la quale iniziano tutti i workshop di cinque settimane, durante la quale si ha l’opportunità di partecipare a varie attività educative comprendenti una visita guidata di Arcosanti, l’osservazione dell’ambiente naturale circostante, una introduzione alla storia di Arcosanti e alla Arcology Theory, incontri e discussioni con Paolo Soleri e lezioni pratiche presso i principali dipartimenti di Arcosanti.
Il Five Week Workshop è un programma educativo di cinque settimane in cui si impara a conoscere Arcosanti e le teorie di Paolo Soleri.
Il corso è aperto a tutti e prevede la partecipazione attiva alla costruzione di una ”arcologia”. L’unico requisito richiesto è quello di essere maggiorenni (se minorenni occorre essere accompagnati da un genitore). Il numero dei partecipanti è in genere di 10/15 persone per ciascun Workshop. Se si è interessati ad Arcosanti, ma non si ha il tempo di frequentare l’intero Five Week Workshop, è possibile iscriversi alle prime due settimane o anche soltanto alla settimana introduttiva (Seminar Week). Solo con la conclusione del Workshop di cinque settimane si ha la possibilità di diventare “Arcosanti Resident” e di rimanere a vivere ad Arcosanti dopo la fine del workshop. Per i gruppi di almeno dieci persone è possibile definire un programma personalizzato di differente durata (da pochi giorni fino a molte settimane) e/o di differente contenuto.
Arcosanti è inoltre disponibile ad ospitare corsi organizzati e gestiti da enti esterni come associazioni e università. Hanno già beneficiato di questa interessante opportunità numerose istituzioni quali, ad esempio, l’Università di Prescott (USA), L’Università di Osaka (Giappone) e l’Università di Reggio Calabria (Italia). La quota di partecipazione è decisamente competitiva, ma ci sono comunque varie forme di aiuto economico. La più efficace e interessante è la nuovissima Arcosanti Scholarship 2009: lavorando come volontario per sei settimane prima dell’inizio del Workshop a cui si è interessati, si può fare poi il Workshop di cinque settimane senza pagare i $1350 di iscrizione. In più, vitto e alloggio ad Arcosanti sono coperti al 100% sia prima che durante il Workshop. I posti per la Scholarship sono limitatissimi. I candidati sono selezionati con almeno 3 mesi di anticipo rispetto alla data di inizio del workshop di riferimento.
PAOLO SOLERI PRINCIPALI PROGETTI:
Opere realizzate:
- Dome House, Cave Creek, Arizona, 1949;
- Cerami-ca Artistica Solimene, Vietri sul Mare, Italia, 1953;
- Santa Fe Amphitheater, Santa Fe, New Mexico, 1966;
- Glendale Community College Amphitheater, Arizona, 1996;
Progetti proposti:
- Scottsdale Bridge: progetto di un ponte sul canale di Scottsdale in Arizona;
- Tsumari Project; negli ultimi anni Soleri ha visitato questa regione (a un'ora e mezzo di treno da Tokyo) partecipando a conferenze e manifestazioni artistiche e fornendo la sua consulenza alle autorità municipali nel loro progetto di sviluppo della comunità. Il progetto comprende molti lavori.
Progetti del passato:
- Aeroporto urbano di Jersey. Studio e modello 3-D, 1967;
- Iper-Costruzione (Hyper-building), 1996;
Progetti attuali:
- Francis Ford Coppola’s ‘Megalopolis’: Il regista ha lavorato su un copione che tratta di un architetto visionario che vuole ricostruire New York City. Il titolo provvisorio del film è ‘Megalopolis’. Soleri è stato un consulente del film.
- New World Trade Center, Iniziative della Max Protetch Gallery;
Pubblicazioni:
- Itinerario di architettura. Antologia dagli scritti, Jaca Book, Milano 2003;
- What If?: Quaderni - Vol. 1, Mayer, AZ.: The Cosanti Press, 2002;
- What If Collected Writings 1986-2000. Berkeley, CA: Berkeley Hills Books, 2002;
- The Urban Ideal: Conversations with Paolo Soleri. Berkeley, CA: Berkeley Hills Books, 2001;
- Arcosanti: An Urban Laboratory? (Third Edition). Mayer, AZ.: The Cosanti Press, 1993;
- Technology and Cosmogenesis. New York: Paragon, 1986;
- Paolo Soleri's Earth Casting: For Sculpture, Models and Construction. [co-authored by Scott M. Davis] Salt Lake City: Peregrine-Smith, 1984;
- Space for Peace. Paradise Valley, AZ.: Cosanti Foundation, 1984;
- Fragments--A Selection from the Sketchbooks of Paolo Soleri; The Tiger Paradigm-Paradox. San Francisco: Harper and Row, 1981;
- The Omega Seed: An Eschatological Hypothesis. New York: Anchor/Doubleday, 1981;
- The Bridge Between Matter and Spirit is Matter Becoming Spirit. New York: Anchor/Doubleday, 1973;
- The Sketchbooks of Paolo Soleri. Cambridge, MA.: MIT Press, 1971;
- Arcology: The City in the Image of Man. Cambridge, MA.: MIT Press, 1969;
- "Cosanti--Paolo Soleri Architetto" (Booklet in Italian), 1956 ;