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WATER TEMPLE...
Costruito per la setta segreta di Shingon, e poi divenuto luogo di raccoglimento per tutti i fedeli, il progetto è stato commissionato ad Ando da uno dei seguaci che ne ha anche finanziato in parte la realizzazione.
Il Tempio sorge ad Hompukuji, una piccola cittadina, situata nella parte settentrionale dell'isola di Awajishima, caratterizzata da un paesaggio collinare, in parte edificato, che non possiede una spiccata identità.
Più che un edificio, è una esperienza sensoriale che rappresenta un radicale cambiamento nelle tradizione millenaria della costruzione di templi in Giappone.
Per forma, materiali e sequenze degli spazi, il Water Temple è decisamente lontano dalle strutture classiche dei templi buddisti, ma a questi è accomunato dalla qualità mistica dello spazio.
Tra i boschetti di bambù, le montagne, i campi di riso e il mare, il tempio appare come un laghetto di fiori di loto, racchiuso in una sottile pelle ovale di calcestruzzo e schermato da delle quinte di liscio cemento.
L'esperienza sensoriale, progettata da Ando, comincia con l'avvicinarsi al tempio, fra i cespugli e gli alberi, si intravede la superficie levigata di cemento delle quinte, che schermano il laghetto, e un lungo sentiero di ghiaia bianca, con cui inizia la processione di purificazione prima di accedere al luogo sacro.
Arrivati in cima alla collina, le due quinte complicano ulteriormente il tragitto verso l'ingresso alla sala principale, obbligando il visitatore ad un percorso tortuoso, che dischiude diverse prospettive verso il mare ed infine verso il tempio.
Dal tetto del tempio, che si sviluppa in parte sotto terra, si accede al santuario scendendo una scala che taglia in due l'ovale della vasca.
Dopo aver disceso la stretta scalinata, fiancheggiata dai muri di cemento tipici delle opere di Ando, si arriva finalmente allo spazio sacro dove si viene avvolti in un caldo ambiente rosso vermiglio, che rappresenta un inusuale uso del colore da parte dell'architetto. L'accesso al santuario non è immediato, ancora un gioco di elementi dalle geometrie elementari crea un percorso che conduce progressivamente e con continue sorprese al luogo del culto.
La sacralità di questo ambiente è accentuata dall'uso del colore e della luce: una sola fonte di luce naturale filtra da una griglia collocata dietro la statua del Buddha e inonda la navata scaldando il rosso vermiglio di cui è dipinta la stanza.
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