 1.interno
 2.tunnel del dolore
 3.Aceh prima e dopo lo tsunami |
Dopo quattro anni di lavoro e le numerose polemiche che hanno accompagnato questo progetto, soprattutto da parte di numerosi superstiti alla tragedia del 2004 che ancora oggi si ritrovano senza una casa e che accusano il Governo di aver finanziato un'opera da milioni di dollari anzichè risolvere la drammatica questione abitativa della zona, ha aperto ad Aceh in Indonesia lo Tsunami Museum.
Il Museo vuole rendere omaggio alle oltre 230.000! vittime - due terzi delle quali residenti nella provincia di Aceh - dello Tsunami che nel dicembre 2004 si abbattè su numerose coste dell'Oceano Indiano.
Lo Tsunami Museum è stato progettato dall'architetto indonesiano Ridwan Kamil, che nei quattro piani e 2500 mq. ha posto una particolare attenzione sia alle vittime che ai sopravvissuti del disastro naturale incidendo i loro nomi in una apposita sezione del museo. Il Museo, inoltre, in memoria di quanto accaduto e per scongiurare un altra simile strage, rappresenta anche un luogo di rifugio da tali eventi futuri con una "collina di fuga" in caso di tsunami. Le pareti del museo sono decorate con immagini di persone che svolgono la Saman o "danza dalle mille mani" un rito legato alla resistenza, alla disciplina e alle convinzioni religiose del popolo di Aceh.
Quasi tutto in questo Museo è simbolico, dalla sua forma, simile a una grossa nave, al tetto che ricorda una mare in tempesta.
Il progetto dello Tsunami Museum di Kamil è ispirato alle tradizionali "case sui trampoli" di Aceh, caratteristiche di tutte le zone destinate a combattere quotidianamente con i pericoli di inondazioni. Il piano terra di tali edifici è uno spazio aperto con una duplice funzione, una sociale, di spazio pubblico legato all'interazione tra le persone, e una di sicurezza, poichè in caso di alluvione funge da arteria di deflusso dell'acqua riducendo al minimo i possibili danni strutturali agli edifici.
Il percorso museale si snoda in un itinerario che suscita grande commozione nei visitatori che prima attraversano quello che è chiamato "il tunnel del dolore". Si tratta di un vero e proprio tunnel stretto e buio con l'acqua che scorre a cascata dalle pareti ricreando la sensazione delle onde e i rumori terrorizzanti dello tsunami. Si attraversa la galleria e lentamente si ritorna alla luce, così come lentamente è ripresa la vita e la ricostruzione di Aceh.
Un'altra sala molto toccante del museo è quella nella quale sono esposte le immagini dello Tsunami, le fotografie delle vittime e le storie dei sopravvissuti. Non manca però in questo, che è a metà tra un memoriale e un museo, la parte dedicata alla conoscenza, alla scienza e alla curiosità, mediante la simulazione elettronica del terremoto verificatosi quel giorno nell'Oceano Indiano, che generò onde alte oltre 30 metri.

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