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Ville Savoye...
La Ville Savoye rappresenta una delle opere più celebri di Le Corbusier.
Si tratta di una residenza di lusso, collocata in un'ampia radura circondata da alberi ad alto fusto, a Poissy, una cittadina circa 30 chilometri a nord-ovest di Parigi.
La costruzione della villa fu realizzata in circa due anni e mezzo, tra il 1929 e il 1931.
In questa costruzione, Le Corbusier applica integralmente i suoi cinque punti: i pilotis, il tetto-giardino, la pianta libera, la facciata libera e la finestra a nastro. In questo modo riuscì a dimostrare allo stesso tempo quanta varietà è possibile ottenere pur rispettando tale guida normativa.
La costruzione è da inserire tra le opere paradigmatiche di Le Corbusier perchè riflette, oltre ai cinque punti, altri parametri progettuali cari a Le Corbusier, come i legami con la pittura purista, la coesistenza di forme "libere" e geometriche, l'architettura dei percorsi, il rapporto con l'ambiente naturale.
La pianta della casa presenta una maglia quadrata di pilotis aventi fra loro una distanza di m. 4,75. Dimensionalmente essa deriva dall'arco di curvatura di un'automobile che, penetrando nella maglia, gira all'interno di essa e si introduce nello spazio destinato a garage. A pianterreno oltre al garage, vi è un alloggio di servizio ed il vestibolo da cui parte una scala e una rampa, disposta lungo l'asse della pianta. Il piano superiore contiene su tre lati l'abitazione in senso proprio, composta da tre camere con servizi e da un ampio soggiorno. Sul quarto lato, invece, che si estende dalla parete esterna alla rampa di spina, si apre una grande terrazza, cui corrisponde un vuoto sul solaio sovrastante. La terrazza rappresenta uno dei cinque punti di Le Corbusier, il tetto-giardino, e viene descritta dall'architetto con queste parole: "Il vero giardino della casa non sarà sul suolo, ma al di sopra di esso a tre metri e cinquanta: questo sarà il giardino sospeso dove il suolo è secco e salubre, dal quale si vedrà tutto il paesaggio, assai meglio che non dal basso". La rampa porta dal tetto-giardino al piano di copertura della casa dove si trovano i corpi curvilinei del solarium e della scala. Due vuoti corrispondenti rispettivamente al terrazzo inferiore descritto e ad un altro più piccolo che sovrasta il terrazzino della cucina del piano sottostante; la conclusione della rampa centrale. Un elemento importante di questa casa è la rampa che collega, al coperto, il pianterreno col primo piano e, all'aperto, quest'ultimo col tetto-giardino. In tal modo la rampa costituisce un elemento plastico costantemente visibile nella parte centrale della casa sia per chi guarda dall'interno, sia per chi guarda dalla terrazza del primo piano.
La volumetria esterna è tanto semplice e schematica da apparire "brutalista". Un basso parallelepipedo tagliato su ogni lato da un'asola orizzontale, sospeso rispetto al suolo da sottili pilastri e sormontato da corpi semicircolari disposti asimmetricamente. Quanto al rapporto con l'ambiente, Le Corbusier scrive: "La casa si poserà nel mezzo dell'erba come un oggetto". Tuttavia, alcuni aspetti particolari dell'opera trasformano ed arricchiscono i suoi lati schematici e programmatici. Per esempio le quattro facce non sono, come sembrano, tutte uguali fra loro. Due di esse hanno i pilotis a filo di parete, mentre le altre due sono a sbalzo rispetto ai montanti, realizzando così la vera e propria facciata libera. Inoltre se tale divario si deve alla struttura, quello che andiamo a descrivere va attribuito ad una ancora più precisa volontà conformatrice; infatti la posizione asimmetrica dei corpi sovrastanti l'edificio, formanti un plastico gruppo a sé e la loro stessa varietà morfologica conferiscono una nota di varietà ed ambiguità al tutto, così da rendere ogni visuale di prospetto diversa dall'altra: guardandolo dai vari lati, il suddetto gruppo ora appare a sinistra, ora a destra, ora scompare del tutto per chi guarda dal basso, disposto com'è in un angolo eccentrico del tetto-giardino.
È da notare ancora che la facciata corrispondente alla terrazza-giardino è simile alle altre, in deroga al principio funzionalista per cui l'esterno dovvrebbe rispecchiare fedelmente l'interno. Secondo Le Corbusier "..lo spazio architettonico interno ed esterno deve sì corrispondersi, ma non al punto da scompaginare una immagine già prefigurata..."
Questo edificio è diventato monumento storico il 16 dicembre 1965.
Dopo anni di abbandono la villa è stata restaurata ed è aperta al pubblico come opera tra le più emblematiche del pensiero di Le Corbusier.


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