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Inaugurato nel duemilasette il Triennale Design Museum è un vero e proprio museo dedicato esclusivamente al design italiano. Il Museo è stato ricavato all'interno del Palazzo delle Arti, già sede storica della Fondazione La Triennale. Duemilametri di spazi espositivi e oltre quattrocento oggetti che hanno segnato la storia del design italiano e internazionale. Il Museo della Triennale ha l’ambizione di essere fortemente innovativo. La sua peculiarità, infatti, è che si presenta come una sorta di museo-laboratorio, che si rinnova ogni 12 o 18 mesi nei temi, negli allestimenti e negli oggetti. Un museo da visitare non una volta nella vita, ma almeno una volta l'anno e che dia la possibilità al sistema design un'occasione per ripensare in modo creativo e propositivo la propria storia e il proprio futuro. All'ingresso il visitatore supera un ponte che lo porta in un'altra ala della Triennale e lo catapulta in un altro mondo attraverso la videoinstallazione del regista inglese Peter Greenway "Fiato alle trombe! Ouverture - 2000 anni di creatività italiana", che, in un gioco di quadri in movimento, di schermi e proiezioni, propone un viaggio temporale fra affreschi pompeiani, cavalieri settecenteschi, corpi che nuotano, uomini e donne nudi che si scambiano il posto alzandosi e sedendosi attorno a un tavolo, segni grafici e dita che battono i tasti di una macchina da scrivere invisibile. Gli oggetti esposti provengono essenzialmente dalla collezione della Triennale ma sono integrati con quelli della rete delle raccolte pubbliche e private e degli archivi e musei presenti sull'intero territorio nazionale, che, nella concezione del nuovo museo, costituiscono il serbatoio di una collezione infinita, a cui attingere per nuovi percorsi espositivi, nuove letture e interpretazioni. Atmosfere soffuse, ampi salotti, numerosi proiettori accompagnano il visitatore lungo l'itinerario alla scoperta del design italiano, guidato da piccoli monitor con le didascalie degli oggetti esposti. La mostra che ha inaugurato il museo è stata organizzata secondo sette isole tematiche curate da altrettanti registi italiani. Mario Martone ha rappresentato "Il Teatro animista", ispirandosi alla domus latina, ad allestire lo spazio domestico come luogo teatrale e così compaiono oggetti come la libreria Carlton di Ettore Sottsass o la lampada fuori scala Moloch di Gaetano Pesce. Nell'isola dedicata ai "Grandi borghesi" Silvio Soldini ha scandagliato "la sacralità del lusso"nel mondo borghese e alto borghese dal dopoguerra a oggi, così come è stata raccontata dai film di Antonioni, Visconti, Fellini: accanto al prototipo della poltrona-cubo di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, trovano posto la sedia Superleggera di Gio Ponti e la poltrona Martingala di Marco Zanuso. Davide Ferrario interpreta "La dinamicità", con un lunghissimo piano-sequenza in cui scorrono Topolino e Spider, aspirapolvere e cucine mobili, mentre Antonio Capuano si dedica alla tematica chiamata "La luce", dove le immagini di lampadine tremolanti si sovrappongono a quelle di centinaia di candele. Gli oggetti che appartengono alla prima di queste due "ossessioni" sono biciclette, scooter e antesignane city car, mentre nella seconda sfilano le celeberrime opere Eclisse di Vico Magistretti e Titania di Paolo Rizzato e Alberto Meda. "La democrazia impilabile" è l'"ossessione" che rappresenta Daniele Luchetti servendosi di diversi oggetti, sedie, tavoli, bicchieri, nani da giardino, incastrati come pezzi di un Tetris per costruire una coloratissima città illusoria: qui è in mostra la bellissima serie di complementi per la tavola Cono di Ambrogio Pozzi. "Il Supercomfort" di Pappi Corsicato evoca il benessere fisico prodotto dall'imbottitura di sedute e divani con la morbidezza di fondoschiena ben torniti: qui ci sono UP5 e UP6 di Gaetano Pesce e la leggendaria Tubechair di Joe Colombo. A chiudere la visita "I Grandi semplici" di Ermanno Olmi, in cui il grande regista interpretato la semplicità attraverso le immagini di un burattino che si piega, la corsa di un bambino, il volto di Pasolini, le poesie di Saba, le opere di Giotto Martini, Carrà, Burri: in primo piano possiamo ammirare le grandi ceramiche di Sottsass, la lampada Falkland di Bruno Munari e la ricostruzione della stanza minima "Sei persone per 72 mc" di Castiglioni. Il Museo è inoltre dotato di una sala confereze, di un' agorà, luogo di incontri e di eventi a disposizione dei privati e un laboratorio di restauro del moderno progettato per affrontare il problema di come preservare i materiali del nostro tempo.
Triennale Design Museum Palazzo delle Arti Viale Alemagna, 6 20121 - Milano
Orari apertura spazi espositivi: lunedì chiuso martedì - domenica 10.30 - 20.30
tickets: - adulti - €. 8,00 - studenti - over 65 e disabili - €. 6,00 - gruppi min. 15 persone - €. 5,00
info: tel. +39.02.724341 fax. +39.02.89010693
info@triennale.it www.triennaledesignmuseum.it |